Passeggiando a caccia di streghe

Per trascinare i bambini lungo il sentiero, in una passeggiata sulle vette lunga magari qualche ora – lo sanno tutti i genitori – bisogna inventarsi mille e uno intrattenimenti. “Quanto manca al rifugio?” è la domanda che ci si sente fare più spesso. E poi le lamentele: sono stanco, non ho voglia, non cammino più, mi fa male qua o là. Ma esistono passeggiate a misura di bambini, che piacciono agli adulti per la bellezza di percorso e paesaggio, ma che sanno intrattenere i più piccoli per tutta la durata dell’itinerario. Una di queste camminate meravigliose è quella a caccia delle streghe, sull’Altipiano dello Sciliar.

Ecco che cosa racconta la leggenda locale: l’altipiano dello Sciliar (la montagna è quella che compare sui biscotti Loacker, una nota di colore che piacerà ai bimbi) è avvolto nel mistero di figure mitologiche e leggendarie. I boschi così fitti e i pascoli ariosi sono popolati da una miriade di creature benevole e malefiche: le aguane, custodi delle sorgenti, che curano con l’acqua, le bregostane, signore delle spezie, capaci di riportare sulle gote dei malati il rossore dell’aurora, i salvans, nanetti o elfi del bosco, le salingen, allegre fanciulle tramutate in fiori da Re Laurino, pronte a sbocciare ma anche a riservare, in autunno, un triste paesaggio di capelli arruffati e infine, ovviamente, tutta una serie di nani e giganti, figure strane di ogni tipo. A dominare su tutti, naturalmente, le streghe che non solo sullo Sciliar, ma soprattutto da queste parti, roccaforte per eccellenza di queste creature, vanno in giro a fare danni e a combinarne di tutti i colori.

L’immensa schiena dello Sciliar è un luogo d’incontro molto amato dalle streghe che vi giungono da ogni dove a cavallo di una scopa per fare maltempo. Ma ci sono anche streghe buone. Martha, per esempio, che ama i bambini e la natura, è capace di fare magie e di trasformarsi in scoiattolo. Nel suo tempo libero scorrazza tra gli alberi e respira l’aria pura, parla con le piante, gli uccelli e gli altri animali che incontra.

Basta prendere l’ovovia che da Siusi sale fino all’Alpe e poi si segue la segnaletica delle streghe: dei lunghi pali con in cima una strega in sella a una scopa e per ciascuna una leggenda incisa nel legno. Lungo il percorso i piccoli scopriranno mille fiabe, il resto lo farà la fantasia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *