Maletto, le fragole dell’Etna

 

Il paesaggio che circonda l’abitato siciliano di Maletto è vario e suggestivo.

A quasi 1000 metri d’altitudine, ha terrazzamenti a monte, fitti di frutteti, vigneti e fragoleti che salendo via via cedono il passo ai boschi di castagno e di querce, e poi ai lecci e ai larici, e quindi ai faggi e alle betulle aetnensis endemiche, approdate in Sicilia durante le glaciazioni. Oltre i 2200 metri i tappeti di spino santo sono l’avamposto vegetale al deserto lavico delle alte quote.

 

Ogni anno, i primi giorni di giugno, si tiene in paese la Sagra della Fragola di Maletto. La coltivazione di questo frutto ha avuto impulso nella zona dal 1950 e nel giro di pochi anni 50 ettari di terreno diventavano produttivi. Verso la metà degli anni Ottanta nascono le prime serre, che permettono di avere tutto l’anno la fragolina rifiorente. Ora i produttori della zona puntano al riconoscimento DOP. La Provincia regionale di Catania offre il suo contributo valorizzando le produzioni agricole di nicchia ma connotate da una forte legame identitario con il territorio etneo: pistacchio, miele, olio, arance e, appunto, fragole.

 

Ma il territorio di Maletto è anche una fonte inesauribile di escursioni, più o meno impegnative. Ben equipaggiati ,con vestiti e scarpe comode,vale la pena di salire sino al rifugio aperto (1700 metri di quota) di monte Maletto, uno dei più alti crateri spenti della zona. Un’altra passeggiata interessante è quella che consente di visitare i “pagghiari”, i rifugi che i contadini e i pastori costruivano per difendersi dalle intemperie. In altre zone erano di paglia, in quella di Maletto si usava la ben più solida pietra lavica. Queste tipiche costruzioni di pianta circolare costellano il paesaggio rendendolo molto caratteristico.

 

Per informazioni:

www.comune.maletto.ct.it

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