Ma con gran pena le reca giù

Chi non conosce l’acronimo “ma con gran pena le reca giu’”? Sin dai tempi andati veniva usato dalle maestre di mezza Italia per insegnare la nomenclatura delle Alpi da ovest a est, dalla “ma” di Marittime alla “giu’” di Giulie. Sebbene sia stata mandata a memoria da intere generazioni di studenti, e venga ancora oggi usata, questa specie di scioglilingua qualche difetto ce l’ha, perché dimentica almeno un paio di catene montuose: tanto per cominciare le Alpi Liguri, a sud est delle Marittime, e poi le Zillertaler Alpen (Alpi Noriche) in Alto Adige. Qui, inoltre per una consuetudine non del tutto corretta, le Venoste e le Breonie (Otztaler e Stubaier Alpen) vengono accorpate alle Retiche con un po’ di arbitrio, dal momento che sia a sud che a nord del Tirolo vengono considerate catene a parte. Un ponderoso tomo sulla classificazione delle Alpi, uscito pochi anni fa, propone una nuova, definitiva classificazione delle nostre montagne, ma – a parte qualche accorpamento – nella sostanza le catene montuose di confine restano quelle citate nella frasetta.

“Macongranpena…” può rimanere fissato nella memoria da qualche parte, ed è quel che accade nella gran parte dei casi, o accendere la voglia di partire per vagabondare su questi monti, per collegare a ognuno di questi nomi un’immagine, un ricordo… Si potrebbe dunque partire per andare a curiosare su queste catene, ognuna delle quali presenta marcate caratteristiche e peculiarità. Dato che la collezione dei quattordici 8000 o le “Seven summits” (salita delle cime piu’ alte di ogni continente) sono alla portata di pochi, e anche salire tutti gli ottantadue 4000 delle Alpi non è uno scherzo, ecco che una piccola impresa abbordabile da molti potrebbe essere la salita alle 12 cime piu’ alte delle catene che compongono le nostre Alpi. Il gioco potrebbe continuare con la salita alle cime piu’ alte delle Alpi fuori dall’Italia (Delfinato, Oberland, Tauri, solo per citarne alcune) o alla salita alle cime piu’ alte di ogni nazione alpina, ma per il momento limitiamoci a questo…

Ecco il “mio” elenco delle salite, con qualche rilievo folcloristico; trattandosi di percorsi arcinoti, potete approfondire altrove l’aspetto tecnico, su carta e via internet.

1 ALPI LIGURI – MARGUAREIS 2660 m
La salita al Marguareis è l’occasione per conoscere una catena di montagne davvero belle, con panorami vastissimi verso Alpi e mare. Gli itinerari piu’ interessanti partono dal rifugio Garelli (in valle di Pesio, zona molto nevosa del cuneese) per sentiero o per i canaloni, meglio se innevati, che incidono il bel massiccio calcareo; piu’ comodamente, si puo’ salire da sud lungo la strada che da Limone Piemonte sale al rifugio Barbera.

2 ALPI MARITTIME – ARGENTERA 3297 m
Tra escursionismo impegnativo e alpinismo facile, la normale all’Argentera è un itinerario molto remunerativo, in una zona aspra ma affascinante, ricca di laghi, animali e di piccoli ghiacciai, i piu’ meridionali delle Alpi. Una caratteristica cengia, abbastanza aerea, è il passaggio chiave della salita, che ha come base il rifugio Remondino, e dove i meno esperti farebbero bene a portare almeno uno spezzone di corda.

3 ALPI COZIE – MONVISO 3841 m
Anche per il Monviso la normale è al confine tra escursionismo e alpinismo, ma la via è notevolmente piu’ lunga e complicata da trovare, si svolge in ambiente grandioso e richiede buon allenamento e dimestichezza con la roccia… Bellissimo salire dalla val Varaita, lungo la via dei primi salitori, pernottando al bivacco delle Forciolline e scendere verso Pian del Re e il rifugio Sella, compiendo così la traversata del “monte visibile”.

4 ALPI GRAIE – MONTE BIANCO 4807 m
La via normale al Bianco non passa dal versante italiano, ma da quello francese, dove un trenino, una ferrata e parecchi rifugi semplificano parecchio la salita al gigante delle Alpi. Facile per alpinisti esperti ma faticosa, è una delle vie di salita su ghiaccio piu’ belle ed emozionanti (e affollate) delle Alpi.

5 ALPI PENNINE – MONTE ROSA / PUNTA DUFOUR 4634 m
Bella ma lunghissima, la via piu’ semplice alla punta piu’ alta del Rosa parte da Zermatt e conduce – in parte a piedi, in parte col trenino del Gornergrat – alla Monte Rosa Hutte, da poco ristrutturata, al centro di un formidabile anfiteatro di ghiacciai. Di qui salita eterna per ghiacciai non sempre comodi fino alla cresta sommitale che – con i suoi passaggi di II grado, spesso ghiacciati – rappresenta il passaggio forse piu’ delicato tra quelli descritti.

6 ALPI LEPONTINE – MONTE LEONE 3552 m
Piu’ bello da vedere (soprattutto dall’alpe Veglia) che da salire, il Monte Leone richiede ai suoi salitori una lunga camminata su pietraie e ghiacciaio sopra il passo del Sempione, seguita da una cresta divertente e panoramica, per blocchi e cenge: facile, ma non banale.

7 ALPI RETICHE – BERNINA 4049 m
Una bella montagna, l’unico 4000 lombardo, con una cresta finale piuttosto aerea, che si raggiunge con una bella salita, varia e interessante, dalla Valmalenco e dai suoi rifugi. Per coglierne appieno la bellezza, però, occorre salire in Engadina, nella celebre val Roseg, a contemplare la Biancograt, cresta di neve che gli svizzeri chiamano “la scala verso il cielo” e che raggiunge il Bernina da est.

8 OTZTALER ALPEN – WILDSPITZE 3774 m
Qui, come sulle Giulie, la cima piu’ alta in assoluto del gruppo, la Wildspitze, si trova completamente fuori dall’Italia (che può consolarsi con l’avere la piu’ bella ed elegante vetta, la Palla Bianca). Varrebbe la pena salire tutte e due queste meravigliose montagne, tecnicamente non difficili e servite da rifugi molto accoglienti (Breslauer e Oberettes, rispettivamente) e collegate da un impressionante mare di ghiaccio su cui spunta il rifugio Brandeburgo.

9 STUBAIER ALPEN – PAN DI ZUCCHERO 3505
Laghi, creste, ghiacciai: salire alla cima piu’ alta delle Breonie dall’Italia (val Ridanna, Vipiteno) con discesa in Austria in valle di Stubai significa ammirare un paesaggio entusiasmante e toccare i due rifugi piu’ alti del Sudtirolo (Becherhaus, 3191 m, e Muller Hutte, poco piu’ in basso). Salita facile ma non banale, zona di bellezza davvero sorprendente.

10 ZILLERTALER ALPEN – GRAN PILASTRO 3510 m
Altra montagna bellissima (in realtà soprattutto dall’Austria, cui rivolge una vertiginosa parete nord), che si sale senza problemi da uno dei rifugi piu’ “mangerecci” dell’Alto Adige, in alta val di Vizze.

11 ALPI CARNICHE – COGLIANS 2780 m
Una semplice camminata in una zona piuttosto dolce, che si presta a belle traversate verso il Peralba o l’Austria, con possibilità di visitare le postazioni della I guerra mondiale e di salire vie ferrate di ogni livello di difficoltà.

12 ALPI GIULIE – TRIGLAV 2864 m
La vetta del Tricorno, da qualunque versante la si affronti, offre una delle salite piu’ divertenti delle Alpi orientali, con sentieri attrezzati facili ma esposti, in ambiente aspro e bellissimo. In cima – nonostante il dislivello complessivo di almeno 2000 metri sia teoricamente in grado di fare selezione – si vede di tutto: venditori di bibite, suonatori di fisarmonica, escursionisti annebbiati dall’alcol, scudisciate (rigorosamente tre, come suggerisce il “tri” del nome) rifilate dai veterani sul sedere di chi arriva qui per la prima volta…

Mediamente facile, con molte cime fattibili anche d’inverno, questo ”concatenamento” delle cime più alte delle Alpi di confine offre dunque la possibilità di compiere una piccola impresa fisica e soprattutto di conoscere l’ossatura delle nostre montagne: perché non farlo diventare un “classico”?

Lorenzo Naddei
(Accompagnatore di media montagna del Collegio Regionale Guide Alpine Lombardia, www.guidemk.it)

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