La guida ambientale escursionistica

 

Chi non prova un misto di ammirazione e invidia per questa professione che fa propria una primordiale attività di scoperta e studio dell’ambiente che ci circonda?
Il rimando immediato è alla mitica figura dei più famosi film western dove la guida pellerossa precedeva il gruppo di pionieri e lo guidava alla scoperta di nuovi territori.
Le capacità che utilizzava erano sorprendenti: andavano dal riconoscimento di tracce di animali di ogni specie alla conoscenza profonda di tutte le risorse del terreno, da cui sapeva trarre ogni tipo di rimedio medicale o di sostentamento, fino alla totale simbiosi con l’ambiente circostante, di cui sapeva cogliere ogni cambiamento o segnale di pericolo. In poche parole un essere per certi versi “superiore” che manifestava e utilizzava i sensi in un modo a tutti ormai sconosciuto, ma che costituivano un patrimonio ben conosciuto e utilizzato dai nostri antenati.

La guida oggi si propone a noi come un essere “terreno”, un professionista esperto, un conduttore sicuro e un amico capace di aiutarci ad entrare in un mondo nuovo e per certi versi sconosciuto. Ci aiuta a riscoprire le caratteristiche del territorio, a riappropriarci di una dimensione naturale spesso dimenticata e ritrovare un nuovo rapporto con noi stessi e gli altri.

Una interpretazione più “normativa” descrive la guida ambientale escursionistica (GAE) come una figura professionale del comparto del turismo che lavora in stretta interazione con l’ambiente naturale; illustra a persone singole o a gruppi di turisti gli aspetti ambientali e naturalistici del territorio da visitare, nonché ambienti e strutture espositive di carattere naturalistico ed ecologico ed escludendo in ogni caso tutti quei percorsi in cui necessitano particolari attrezzature.
Svolge la propria attività in aree protette e non, spaziando dall’accompagnamento in natura alla divulgazione e alla realizzazione di progetti di educazione ambientale.

Con il passare degli anni la figura professionale si è sempre più evoluta; oggi che non è più solo il professionista che accompagna le persone in visita nei parchi, ma sempre più un partner nei progetti di comunicazione, divulgazione e fruibilità per le stesse aree protette.

Ma come si fa a diventare GAE ?
Come sancito da una serie di leggi, spetta alle singole regioni legiferare in tema di professioni turistiche, sia pure nel rispetto di quanto previsto dalle direttive europee in tema di libera circolazione ed equivalenza di titoli e professioni.
L´abilitazione all´esercizio della professione si consegue partecipando a corsi di qualificazione professionale, con esame finale, organizzati dalle province.
L´abilitazione consente di esercitare l´attività sull´intero territorio regionale. Il tesserino personale che le province rilasciano all´atto dell´abilitazione assieme al diploma, ha valenza di 3 anni.
I corsi di formazione relativi a questa figura professionale possono prevedere indirizzi di specializzazione.

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