Avellino: 3800 metri di sorprese

 

E’ l’ideale per percorsi turistici classici ma anche per quelli di avventura, di stampo più speleologico.

Dal 1930 è stata oggetto di numerose esplorazioni, generazioni di studiosi, curiosi e amanti della natura hanno cercato di far luce sui segreti sotterranei di questa grotta. A partire dal 1980 si è concretizzata l’ipotesi di valorizzazione turistica del luogo. Ora questo obiettivo è stato in parte raggiunto.

 

Il Presidente del Parco Regionale dei Monti Picentini Sabino Aquino descrive così l’ambiente naturale che caratterizza la grotta: “Una via sotterranea di circa quattro chilometri che alterna ampi corridoi ed angusti budelli ad ampie sale e stretti sifoni, gole, salti, laghetti e meandri. La grotta presenta particolari caratteristiche poiché oltre a migliaia di stalattiti e stalagmiti accoglie l’alveo del torrente sotterraneo nei periodi invernali. Il fiume dopo aver percorso l’intera grotta risorge a valle della maestosa ed imponente bocca di Caliendo, sul versante opposto del monte che accoglie la grotta, su una altissima parete rocciosa…”

 

Questo luogo, custodito nel territorio avellinese, rappresenta un geotopo unico, di grande interesse scientifico e naturalistico. Percorso da un torrente sotterraneo – una singolarità dal punto di vista idrogeologico – sarà un fiore all’occhiello per il Parco Regionale dei Monti Picentini e per l’intera zona. Anche dal punto di vista occupazionale, visto che ci saranno da programmare molte visite guidate e tutto l’indotto turistico.

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